Di Andrea Caropreso
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Non è un periodo facile quello che sta vivendo la Lazio di Lotito, che nel corso dell’ultima sessione di mercato non ha potuto concludere operazioni in entrata a causa dell’indice di liquidità. Vale a dire uno strumento che, attraverso vari criteri, determina se una società può permettersi di tesserare nuovi calciatori oppure no. Un problema che è stato acuito dall’assenza di ricavi significativi nell’ultimo anno. In questo senso la mancata partecipazione alla nuova Champions League e le mancate cessioni eccellenti hanno infatti bloccato qualsiasi tipo di trattativa per tesserare nuovi giocatori.
Il bilancio 2024
Nonostante la partecipazione alla Champions League manchi da qualche stagione, la Lazio è riuscita in parte a mantenere i conti in equilibrio. Secondo i dati relativi al 2024 il club biancoceleste per la prima volta dopo cinque stagioni consecutive in perdita torna in utile, con un risultato netto di 38,5 milioni di euro. Dodici mesi prima, i conti si erano chiusi con un rosso di quasi 30 milioni.
Il fatturato, al netto delle plusvalenze, aveva toccato quota 195,5 milioni, mai così alto nella storia del club. Un balzo favorito soprattutto dalla partecipazione alla Champions League dell’anno precedente. Anche i ricavi complessivi, considerando le operazioni di mercato, avevano raggiunto i 236,4 milioni.

Tra le entrate, spiccano i diritti tv, che avevano garantito 142,1 milioni (contro i 102 del 2022/23), seguiti dai ricavi da stadio (27,7 milioni) e dalle plusvalenze, salite a 40,9 milioni grazie soprattutto alla cessione di Milinković-Savić all’Al-Hilal. Dal lato dei costi, il club aveva registrato 192,2 milioni di uscite, di cui oltre 116 milioni legati al personale.
In merito invece al patrimonio netto, tornato positivo (0,39 milioni), questo ha rappresentato una svolta rispetto al passivo da 38 milioni dell’anno precedente. I debiti infine, pari a 223 milioni, si sono ridotti a 177,5 milioni al netto della nuova rateizzazione con il fisco.
Le stime sul 2025
Guardando all’anno in corso il bilancio che è stato chiuso al 30 giugno è quello che, secondo il programma del presidente Lotito, dovrà confermare i progressi del 2024.
Il primo elemento da considerare riguarda i ricavi televisivi, che rappresentano la fonte primaria di entrata per la società. L’assenza della Champions League pesa infatti come un macigno, perché la differenza tra la massima competizione europea (rinnovata nel format e anche nella quantità di premi messi in palio per i club) e l’Europa League, in termini di incasso dal matchday e visibilità commerciale, si traduce in decine di milioni di euro di gap. Tuttavia, la Lazio ha mostrato negli ultimi anni di saper valorizzare i ricavi derivanti dal campionato italiano e dalle sponsorizzazioni, che rimangono la base solida su cui strutturare le entrate del club.
Su queste premesse è possibile fare una stima su quello che verrà reso noto nelle prossime settimane in merito al bilancio chiuso dalla Lazio al 30 giugno 2025.
Stime bilancio Lazio
| Voce | Stima conservativa | Stima ottimistica |
|---|---|---|
| Ricavi totali | 180-200 milioni € | 220-240 milioni € |
| Costi operativi totali (inclusi salari, ammortamenti, staff) | 175-190 milioni € | 200-210 milioni € |
| Plusvalenze / gestione diritti calciatori | 10-30 milioni € | 40-60 milioni € |
| Utile / (perdita) netto atteso | 10-20 milioni € | 0 -10 milioni € |
| Patrimonio netto | leggermente positivo (1-5 milioni) | migliorato a 10-20 milioni |
| Indebitamento finanziario netto | stabile o leggermente peggiorato (−50/−60 milioni) | moderatamente migliorato (−30/−40 milioni) |
Un tema da non sottovalutare è infine quello che riguarda la stabilità patrimoniale. Dopo anni in cui il patrimonio netto aveva assunto valori negativi, la Lazio è riuscita a riportarlo in positivo. Mantenere questo bilanciamento sarà la sfida più importante anche per il futuro, sia per dare fiducia agli investitori e sia per rispettare i parametri UEFA. In questo modo infatti la Lazio darebbe la percezione di essere un club che non necessita di ricapitalizzazioni forzate. Aspetto, quest’ultimo, che è anche quello a cui è legato il blocco del mercato dovuto all’indice di liquidità.
Un’estate con il mercato bloccato
Probabilmente Maurizio Sarri si aspettava un altro tipo di Lazio quando lo scorso giugno ha deciso di firmare nuovamente per il club di Lotito. Un ritorno gradito alla piazza ma che è stato macchiato dall’impossibilità di tesserare nuovi giocatori. Detto dell’indice di liquidità è opportuno sottolineare che le operazioni in uscita ossia Tchaouna venduto al Burnley per 15,15 milioni e Nicolò Casale riscattato dal Bologna per 6,5 milioni, sono state utili a generare liquidità ma non a sopperire al disavanzo di 90 milioni.

Il blocco del mercato per la Lazio è quindi immediatamente scattato dopo la verifica della Covisoc sul bilancio intermedio al 31 marzo, che ha evidenziato il mancato rispetto di tutti e tre i parametri richiesti dalla FIGC: indice di liquidità (0,35 contro il minimo 0,7), indice di indebitamento (oltre la soglia di 1,2) e rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi (superiore al limite di 0,8).
A salvare la situazione ci sarebbe potuta essere soltanto una ricapitalizzazione, mossa che in passato è stata attuata da Exor per evitare questo stallo alla Juventus. Tuttavia il patron Lotito ha sempre escluso questa opzione perché troppo costosa, puntando così a rimettere a posto i parametri per gennaio quando le nuove regole UEFA dovrebbero essere maggiormente flessibili concentrandosi soltanto sul rapporto costi/ricavi.












