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In un calcio sempre più condizionato dai grandi capitali, l’Udinese continua a distinguersi per il suo modello sostenibile, fatto di bilanci in ordine, valorizzazione dei talenti e, soprattutto, una solida rete di sponsor che contribuisce in modo significativo alla stabilità economica del club. Anche per la stagione 2025/2026, la società friulana ha confermato alcune partnership chiave e ne ha introdotte di nuove, dimostrando un’ottima capacità di attrazione commerciale, soprattutto in ambito locale e nazionale.
Il main sponsor

Il main sponsor, ben visibile al centro delle divise ufficiali, è ancora una volta il brand istituzionale “Io sono Friuli Venezia Giulia”, un progetto promosso dalla Regione per rafforzare il legame tra sport, territorio e identità culturale. Si tratta di una scelta strategica e simbolica: più che un semplice logo, è un manifesto che racconta la profonda connessione tra il club e il suo territorio. Questo accordo garantisce all’Udinese un’entrata stimata attorno a 1,2 milioni di euro l’anno, cifra modesta se paragonata ai top club italiani, ma di grande valore per un bilancio sano e centrato sulla sostenibilità.
Le novità

Tra le novità più interessanti della stagione in corso c’è l’ingresso di bet365 Scores come sleeve sponsor, ovvero il marchio che compare sulla manica sinistra della maglia. Si tratta di un accordo dal valore stimato di circa 300.000 euro per la stagione 2025/26, che rafforza il legame tra il mondo del betting e quello calcistico, pur mantenendo un profilo sobrio e regolamentato, in linea con le normative vigenti.
Sul piano tecnico, continua invece la collaborazione con Macron, storico sponsor che fornisce tutto il materiale sportivo della squadra. L’accordo con il marchio emiliano è stato rinnovato per altre stagioni, a conferma della sintonia tra due realtà che puntano su qualità e identità. Oltre al kit da gara, Macron fornisce anche l’abbigliamento per le giovanili, lo staff e le attività collaterali.
Ulteriori accordi

Da segnalare anche l’accordo con Crich, noto marchio veneto di snack e prodotti da forno, che ha acquisito i diritti di sponsorizzazione dei kit di allenamento e pre-partita. La presenza di Crich è emblematica della strategia commerciale dell’Udinese: costruire una rete di partner che non siano solo sponsor, ma veri e propri alleati strategici, spesso legati al territorio, con una visione condivisa di promozione reciproca.
Complessivamente, il portafoglio sponsor dell’Udinese si compone di una pluralità di attori: aziende locali, marchi nazionali, realtà emergenti e istituzioni pubbliche. Questo modello “diffuso”, pur non garantendo singoli introiti esorbitanti, permette una distribuzione del rischio e una stabilità importante per le casse societarie. Gli accordi sono spesso pluriennali e prevedono clausole legate ai risultati sportivi, alla permanenza in Serie A, alla visibilità televisiva e all’impatto mediatico delle campagne.
Non mancano poi collaborazioni innovative, come quelle con aziende legate al mondo dell’energia e della sostenibilità. È il caso di Bluenergy, che ha dato il nome allo stadio e lavora con il club su progetti di efficientamento energetico e promozione delle rinnovabili. Queste sinergie rappresentano una nuova frontiera del marketing sportivo, in cui i club non vendono solo spazi pubblicitari, ma diventano piattaforme di valori, innovazione e responsabilità sociale.
Dal punto di vista economico, gli introiti da sponsorizzazioni e attività commerciali rappresentano una fetta rilevante nel bilancio dell’Udinese. Secondo i dati più recenti, il club friulano ha registrato un EBITDA positivo di circa 13 milioni di euro, in cui le entrate da sponsor e merchandising hanno avuto un ruolo centrale. Le “commercial revenue”, che includono anche eventi allo stadio, hospitality e licenze, si stanno consolidando come seconda voce di entrata dopo i diritti televisivi.
Non va però trascurata la fragilità di questo equilibrio. In caso di retrocessione, per esempio, gli introiti da sponsor potrebbero calare sensibilmente: secondo alcune stime, l’accordo con il main sponsor regionale prevede una riduzione di circa il 30% in caso di perdita della categoria. Questo rende evidente quanto i risultati sportivi continuino ad avere un peso determinante anche sulla tenuta commerciale di club virtuosi come l’Udinese.
In conclusione, il sistema sponsor dell’Udinese rappresenta oggi un modello interessante per i club di medio livello: sostenibile, radicato nel territorio, ma aperto a collaborazioni innovative. Più che inseguire grandi marchi internazionali, il club friulano costruisce relazioni commerciali coerenti con la propria identità. E in un calcio dove il denaro sembra l’unico linguaggio parlato, riuscire a coniugare bilancio, territorio e passione non è un risultato da poco.












