Di Andrea Caropreso
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Dopo alcuni anni di difficoltà sul piano finanziario, dovuti soprattutto all’epoca della gestione Suning, l’Inter di Oaktree potrebbe conoscere un netto miglioramento del proprio bilancio. Nonostante l’eredità pesante, il fondo americano ha cavalcato l’onda dei successi in Champions League e, con una gestione oculata, si proietta verso il primo utile in bilancio dopo un decennio negativo. Un’inversione di tendenza che potrebbe dare anche maggiore respiro per quanto concerne le future campagne acquisti della società nerazzurra.
Il 2024: tra indebitamento e record di introiti
Il bilancio che l’Inter chiuse un anno fa è la perfetta fotografia del percorso che ha intrapreso la società presieduta da Giuseppe Marotta. Le perdite infatti si attestavano sui 36 milioni, cifra considerevole ma comunque molto migliore dei -86 milioni registrati nell’esercizio 2023. Sul piano del fatturato invece si toccò un vero e proprio record: 473 milioni. Crescita che è stata resa tale sia dai ricavi strutturali sia dalle plusvalenze del calciomercato, confermando la capacità del club di valorizzare i propri asset.
| Voce di ricavo (2023/24) | Importo (mln €) |
|---|---|
| Diritti TV | 176,4 |
| Matchday (botteghino) | 70,8 |
| Sponsor e commerciale | 112 |
| Plusvalenze da mercato | 73,8 |
| Altri ricavi | 40,2 |
| Totale | 473 |
Dal lato dei costi, la situazione rimase sostanzialmente invariata: circa 464 milioni di euro, con il monte ingaggi a rappresentare la voce più consistente. Tuttavia il grande nodo resta quello dei debiti. Al 30 giugno 2024 il debito complessivo ammontava a 734,8 milioni di euro, in calo rispetto agli oltre 800 milioni dell’anno precedente. Un alleggerimento reso possibile sia dalla gestione più oculata sia dall’intervento di Oaktree, che ha garantito una ricapitalizzazione da 47 milioni.
Le stime per il 2025: ritorno all’utile
Secondo le prime previsioni il bilancio che ha chiuso l’Inter lo scorso 30 giugno dovrebbe riportare un utile netto stimato tra i +20 e i +25 milioni. Una svolta in considerazione dell’andamento nell’ultimo decennio. A rendere possibile questo obiettivo, da tempo prefissato tra i vertici dirigenziali del club nerazzurro, è stata sicuramente la cavalcata in Champions League. Quest’ultima ha infatti portato ricavi che sfiorano i 200 milioni tra market pool e incassi dal botteghino.
| Voce di bilancio (2024/25, stime) | Importo (mln €) |
|---|---|
| Fatturato totale | 515 – 520 |
| Utile netto | +20 / +25 |
| Debiti totali | < 700 |
| Patrimonio netto | in miglioramento |
Inoltre, se il fatturato del 2024 aveva fatto registrare un record, ecco che il 2025 potrebbe abbattere il muro dei 500 milioni. Un traguardo storico sia per l’Inter che in generale per un club italiano, visto che il gap con le big europee si è ampliato sempre di più negli ultimi 10 anni. Infine, anche dal punto di vista della riduzione dei debiti ci sono delle ottime notizie. Le stime prevedono una riduzione al di sotto dei 700 milioni, che sul piano pratico si traduce con una gestione oculata delle finanze attuata da Oaktree e con la capacità di attrarre risorse anche tramite bond e prestiti rifinanziati.

L’Inter ha infatti ufficialmente avviato lo scorso giugno una manovra di rifinanziamento per l’estinzione anticipata di un prestito obbligazionario di rilevante entità, inizialmente previsto in scadenza per febbraio 2027. Contestualmente ha rifinanziato il bond per 350 milioni (a fronte dei precedenti 450) con una scadenza più favorevole al 2030.
Le strategie per il futuro
Il ritorno all’utile previsto nel 2025 rappresenta un punto di svolta per l’Inter, ma non basta a garantire che il percorso di risanamento sia già compiuto. Anzi, per i dirigenti nerazzurri la sfida più complessa comincia adesso: trasformare un risultato positivo in una nuova normalità, consolidando i progressi ed evitando che si tratti di una vittoria di Pirro.
Uno dei temi più caldi riguarda la crescita dei ricavi commerciali. L’Inter, come tutte le grandi squadre italiane, continua a dipendere in maniera significativa dai diritti televisivi, che nel 2024 hanno garantito oltre 176 milioni, ma non bastano per competere con i giganti europei (basti pensare che le squadre di Premier ottengono il triplo). Il salto di qualità dovrà quindi arrivare dal marketing, dalle sponsorizzazioni e dal merchandising. In Viale della Liberazione sanno bene che il brand nerazzurro ha un potenziale enorme (soprattutto all’estero) ed è per questo che i nuovi mercati americani e asiatici possono rappresentare un alleato per consolidare i progressi di bilancio ottenuti fin qui.

Infine, come pista parallela, continua tenere banco il tema stadio. L’eventuale costruzione di un nuovo impianto, seppur condiviso con il Milan, proietterebbe l’Inter verso la modernità e dunque verso tutte le altre big d’Europa. Gli introiti infatti potrebbero raddoppiare, i debiti potrebbero essere attenuati più facilmente e anche l’acquisto di giocatori di qualità (utili a risollevare anche l’immagine della Serie A) sarebbe maggiormente alla portata. Una sfida difficile, ma non impossibile.
Di Andrea Caropreso












