Lazio, cifre e guadagni dagli sponsor: 3 numeri

Lazio

Di Federico Calabrese

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Mercato bloccato e una situazione delicata: la Lazio sta affrontando questo campionato senza aver acquistato calciatori. Nonostante le entrate dagli sponsor che però non sono mai abbastanza, con Claudio Lotito che sta trovando nuovi investitori proprio in questa ottica. Ecco perché gli sponsor sono vitali per una squadra di calcio, vediamo l’analisi a riguardo sulla Lazio.

Gli sponsor

curva nord Lazio

Dal 2022 al 2027 la Lazio ha un accordo con Mizuno come fornitore tecnico. Il contratto è quinquennale, con un valore di circa 5 milioni di euro all’anno, per un totale di ~25 milioni distribuiti nei cinque anni.

Binance è stato il main sponsor (sulla parte frontale della maglia) nel periodo 2021‑2023. Il contratto – fisso + variabile – valeva oltre 30 milioni di euro per il triennio. Poi Binance ha deciso di non rinnovare per il ruolo di main sponsor. Da allora è passato a livello “premium sponsor” (ovvero sponsor comunque importante, ma non in primo piano sulla maglia).

Aeroitalia è una compagnia aerea che ha un ruolo da “Airline Sponsor / Global Partner”. Oltre a comparire come sponsor di manica, offre la logistica (trasferte) per la squadra.

Ci sono anche Eurobet.live, Groupama, e‑Football Konami tra i “premium partner” o official partner. Anche licenze, merchandising, proventi da pubblicità sugli spazi dello stadio, etc., contribuiscono al bilancio.

Introiti attuali: cosa guadagna la Lazio dagli sponsor

coreografia tifosi della lazio

Ecco le principali voci relative ai ricavi da sponsorizzazioni, come emerse dagli ultimi dati disponibili:

Voce Importo / spiegazione
Contratto con Mizuno (sponsor tecnico) ~ 5 milioni €/anno.
Binance come main sponsor Contratto superiore ai 30 milioni di € nel triennio (2021‑23), tra fisso e variabile. 
Sponsorizzazione manica / retromaglia con Aeroitalia Attualmente questa partnership frutta circa 2 milioni di euro l’anno, includendo anche servizi di trasferte. 
Altri ricavi pubblicitari / licenze / merchandising / spazi stadio Dai dati più recenti: i proventi pubblicitari (spazi esterni, stadio, maglie ove applicabile) sono nell’ordine di 3,8‑4 milioni di euro; le licenze / marchi / brevetti circa 1‑1,1 milioni (di cui una parte, ~0,75 milioni, proveniente dal gaming / videogiochi).

Nonostante questi ricavi, la Lazio presenta alcune debolezze nel fronte sponsorizzazioni: assenza di main sponsor attuale: nella stagione 2024‑25, la Lazio non ha un main sponsor che compare sul petto della maglia. Questo la pone all’ultimo posto tra le squadre di Serie A nella classifica dei ricavi da main sponsor.

Questo comporta che altri club – anche con risultati sportivi simili o inferiori – incassino cifre ben più alte solo per quel tipo di sponsorizzazione. Le trattative per rimpiazzare il main sponsor sono in corso, ma non è facile trovare partner che garantiscano cifre alte, considerando anche il parametro dell’indice di liquidità (norme UEFA / regolamenti che impongono certi limiti nei rapporti fra costi e ricavi). 

Non tutto è negativo: ci sono margini di miglioramento e leve su cui la Lazio può puntare: nuovo main sponsor, ci sono voci (e trattative) per un main sponsor che porti una cifra tra i 6‑10 milioni di euro all’anno. Se ciò dovesse concretizzarsi, sarebbe un grande passo avanti rispetto agli attuali introiti legati allo sponsor di manica o ai partners minori.

Maggiori ricavi digitali e media company. Si parla di valorizzare le piattaforme digitali, la pubblicità programmatica (ad esempio l’accordo con Adapex Inc) per ottenere introiti non solo dallo sponsor tradizionale ma anche attraverso contenuti, merchandising digitale, licenze etc.

La situazione sponsorizzativa della Lazio rappresenta un caso emblematico del dualismo che spesso caratterizza il club biancoceleste: da una parte una gestione economica attenta, prudente e incentrata sulla sostenibilità, dall’altra una evidente difficoltà nel competere sul piano commerciale e di visibilità con le altre big del calcio italiano ed europeo.

Il confronto con realtà come Juventus, Inter, Milan, Roma e perfino Napoli evidenzia un divario importante negli introiti da sponsorizzazioni. Basti pensare che le tre grandi del Nord vantano main sponsor che fruttano tra i 15 e i 25 milioni di euro annui, mentre la Lazio – nell’attuale stagione 2024‑25 – si trova senza uno sponsor principale sulla maglia, fatto che la relega all’ultimo posto della Serie A per questa voce di bilancio.

Per il futuro

Eppure, non tutto è negativo. Anzi, ci sono dei segnali positivi da cogliere. L’accordo con Mizuno come sponsor tecnico, ad esempio, è stato un passo in avanti rispetto alla precedente partnership con Macron, sia in termini economici che di visibilità internazionale. La partnership con Aeroitalia e con altri sponsor minori ha consentito di mantenere un minimo flusso di entrate costante, e gli accordi con piattaforme digitali e aziende tech suggeriscono una crescente attenzione alla monetizzazione dei contenuti digitali, un’area in forte espansione nel calcio moderno.

Il vero nodo però resta la capacità di attrarre un nuovo main sponsor in grado di garantire stabilità economica e di rilanciare l’immagine della società. Le trattative per un nuovo partner da almeno 6‑8 milioni di euro annui sono in corso, ma non ancora concluse. La Lazio si trova quindi in una fase cruciale: senza un accordo di questo tipo, continuerà a faticare a livello competitivo e rischierà di dover operare sul mercato con margini sempre più ristretti, mentre i rivali si rafforzano anche grazie a partnership milionarie.

Un altro tema chiave è la valorizzazione del brand Lazio. A livello sportivo, la squadra ha ottenuto negli ultimi anni risultati importanti, come la qualificazione in Champions League e diverse partecipazioni europee. Tuttavia, questi risultati non sono stati accompagnati da una strategia di marketing aggressiva o da un’espansione significativa del marchio a livello internazionale. La Lazio continua ad avere una forte base di tifosi, ma il potenziale di crescita commerciale resta in gran parte inespresso.

In questo contesto, un progetto come quello dello stadio Flaminio – che è tornato ciclicamente al centro del dibattito – potrebbe rappresentare una svolta epocale. Uno stadio di proprietà (o anche in concessione esclusiva a lungo termine) consentirebbe al club di aumentare notevolmente i ricavi non solo da ticketing e hospitality, ma anche da pubblicità, naming rights, eventi e attività collaterali. È un investimento a lungo termine, certo, ma ormai imprescindibile per chi ambisce a giocare stabilmente nel calcio che conta.

Infine, è importante sottolineare che il contesto generale del calcio italiano è in trasformazione. Le regole UEFA sul fair play finanziario, l’indice di liquidità richiesto dalla FIGC, le nuove forme di sponsorizzazione digitale (NFT, metaverso, campagne social) e l’attenzione crescente verso i mercati esteri impongono una strategia molto più dinamica e moderna rispetto al passato. Se la Lazio vuole colmare il gap con le altre big, dovrà fare uno sforzo deciso in questa direzione: rivedere il proprio approccio commerciale, investire in figure professionali con esperienza nel marketing sportivo, costruire relazioni solide con aziende nazionali e internazionali, e soprattutto trasmettere una visione chiara e ambiziosa.

In definitiva, gli sponsor non sono solo una questione di loghi sulle maglie o di banner pubblicitari: rappresentano una fonte vitale di risorse, un indicatore dello status del club, e un riflesso della sua capacità di attrarre attenzione, fiducia e investimenti. La Lazio ha tutte le carte in regola – storia, tifoseria, risultati sportivi – per ambire a sponsor di alto livello. Ora serve la volontà politica e strategica per trasformare quel potenziale in una realtà economica e commerciale all’altezza delle ambizioni del club e dei suoi tifosi.

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Tags: Economics, Serie A, Sponsor

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