Di Andrea Caropreso
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Il Milan di proprietà di RedBird ha intrapreso un nuovo corso. In panchina è infatti tornato Massimiliano Allegri, mentre è stato scelto un nuovo direttore sportivo come Tare per rimettere ordine nell’organigramma di una società che negli ultimi tempi aveva commesso troppi errori. Quest’ultimi non solo hanno fatto pagare dazio al Milan sul campo, ma si sono riflessi inevitabilmente anche nel bilancio che la società rossonera ha chiuso al 30 giugno.
Il bilancio 2024
Il bilancio 2023/24 aveva mostrato una netta dipendenza dagli introiti derivanti dai diritti televisivi, che hanno rappresentato la componente più rilevante, seguiti da stadio, sponsorizzazioni e attività commerciali. A questi si sono aggiunte le plusvalenze ottenute con le operazioni di mercato. Il Milan, come molti club europei, si trova infatti costretto a contare sulle cessioni dei giocatori per rendere sostenibile la gestione, un meccanismo che garantisce ossigeno nel breve periodo ma che nel lungo termine ha comunque bisogno di una crescita dei ricavi strutturali.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Ricavi totali (produzione) / Value of production | €456,9-€457 milioni |
| Utile netto consolidato | €4,1 milioni |
| Patrimonio netto | circa €196,3 milioni |
| Investimenti netti nel mercato (ultime due finestre) | oltre €100 milioni, al netto delle cessioni |
Nell’esercizio 2023/24 il Milan ha fatto segnare un nuovo primato sul fronte dei ricavi, arrivati a 456,9 milioni di euro, risultato che accompagna il secondo posto conquistato in campionato. Solo un anno prima, al 30 giugno 2023, il fatturato si era fermato a 404,5 milioni, quindi in netta crescita. Parallelamente, anche i costi hanno subito un incremento significativo, passando da 389,6 milioni a 443,7 milioni, con un aumento di oltre 54 milioni.

Analizzando le diverse voci di entrata, il totale dei ricavi raggiunge appunto i 456,9 milioni, contro i 404,5 dell’esercizio precedente. La parte più rilevante continua a essere rappresentata dai diritti televisivi, che superano i 152 milioni, seppur in calo rispetto ai 174,9 milioni della stagione 2022/23. In forte rialzo invece le plusvalenze, che hanno quasi toccato quota 45 milioni (contro meno di 300 mila euro dell’anno prima). A questi si sommano ulteriori proventi legati alla gestione dei cartellini dei calciatori, pari a 3,4 milioni, rispetto ai 6,2 milioni registrati nel 2022/23.
Le stime per il 2025
Guardando al 2025, in attesa dei numeri ufficiali che verranno resi noti nelle prossime settimane, ci sono due scenari possibili. Il primo è maggiormente ottimistico e prevede un possibile aumento dei ricavi nonostante il piazzamento negativo in campionato e la pessima campagna europea in Champions League. In questo caso i ricavi complessivi del Milan raggiungerebbero circa 458 milioni di euro, in linea con l’esercizio precedente, mentre i costi si attesterebbero attorno ai 441 milioni. In altre parole ci sarebbe perfino un utile di 3,7 milioni.
C’è però da considerare anche l’altro lato della medaglia. Se il valore dei diritti televisivi messi a bilancio dovessero subire un calo, soprattutto per mancate qualificazioni o per una redistribuzione meno favorevole dei ricavi UEFA (ad esempio il Milan ha potuto beneficiare poco del market pool), i ricavi potrebbero scendere fino a 369 milioni, mentre i costi rimarrebbero stabili o in leggero aumento. In questo scenario quindi l’utile precedentemente esplicato non verrebbe raggiunto, ma anzi il Milan potrebbe ricadere in quel profondo rosso da cui con tanta fatica sta cercando di uscirne con la proprietà RedBird.
| Voce | Stima / previsione |
|---|---|
| Risultato netto (2024/25) | Passivo di circa €25 milioni |
| Ricavi | Si prevede che siano in leggero calo rispetto al 2023/24 |
| Costi | In aumento, anche se in misura minore rispetto ai ricavi: salari, ammortamenti e costi operativi dovrebbero essere leggermente più alti. |
| Costo della rosa (stipendi + ammortamenti) | Aumentato di circa €20 milioni rispetto al 2023/24, passando da €155-160 milioni a €175 milioni. |
In questo contesto non è infine da sottovalutare l’aspetto riguardante il costo della rosa. Il cambio in panchina ha infatti aperto ad una rivoluzione della rosa rispetto all’anno scorso. Molti giocatori sono andati via e altri sono arrivati. Tuttavia ciò ha determinato un aumento di circa 20 milioni sugli oneri totali tra cartellini e stipendi, che inevitabilmente si rifletteranno sui bilanci futuri.
Le strategie per il futuro
Per invertire definitivamente il trend, il Milan si è posto come obiettivo primario quello del ritorno in Champions League. Troppo ricca è infatti la massima competizione europea per non parteciparvi e quindi non beneficiare di una sessantina di milioni che per le società italiane rappresentano ossigeno puro.

Contestualmente invece continua a tenere banco la questione relativa alla costruzione di un nuovo stadio. L’eventuale costruzione di un nuovo impianto, seppur condiviso con l’Inter, proietterebbe il Milan verso la modernità e dunque avvicinerebbe il club rossonero alle altre big d’Europa. Gli introiti potrebbero raddoppiare, i debiti potrebbero essere attenuati più facilmente e anche l’acquisto di giocatori di qualità (utili a risollevare anche l’immagine della Serie A) sarebbe maggiormente alla portata. La sfida è aperta e la proprietà Redbird, pur tra mille contestazioni, si sta impegnando per raggiungere questo obiettivo.
Di Andrea Caropreso












