A cura di Marta Elena Casanova
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Nel calcio italiano della Serie B e Serie C il verdetto non arriva solo dal campo. Tra penalizzazioni, esclusioni e non ammissioni, specie le ultime stagioni hanno messo a nudo fragilità strutturali e un quadro regolatorio più rigido che chiede alle società: o siete sostenibili, o non vi iscrivete. Tra i casi più recenti, solo per citarne alcuni, Taranto, Turris, Brescia e Triestina, e le nuove regole che cercano di cambiare il gioco.
Taranto: dal sogno alla cancellazione dei risultati
A marzo 2025 il Taranto del presidente Massimo Giove è stato escluso dal campionato di Serie C per gravi inadempienze amministrative: stipendi e contributi non pagati nei termini, segnalati dalla Co.Vi.So.C.. Il Tribunale Federale Nazionale ha disposto anche 3 punti di penalità da scontare alla prima stagione utile, mentre la Corte Federale ha poi respinto il reclamo confermando l’esclusione. Tutti i risultati stagionali sono stati cancellati, con impatto diretto su classifica e calendario.
Turris: esclusione e penalità ereditata
Anche la Turris ha vissuto la linea dura federale: esclusa dalla Serie C a marzo scorso con 3 punti di penalità da scontare alla prima stagione utile. Come per Taranto, tutto nasce da deferimenti Co.Vi.So.C. per violazioni amministrative (pagamenti e adempimenti). L’effetto domino ha impattato il girone e la corsa salvezza di molte avversarie. Sullo sfondo la stagione precedente segnata dalle dimissioni del presidente Antonio Colantonio.
Brescia: penalità, retrocessione e non ammissione
Il Brescia di Massimo Cellino ha ricevuto a fine maggio una pesante sanzione per irregolarità fiscali (IRPEF/INPS e crediti d’imposta contestati): 8 punti complessivi, di cui 4 scontati nel 2024/25 e 4 da applicare nella stagione in corso. La penalità ha però inciso sulla classifica della Serie B e sul destino sportivo del Club, portando non solo alla retrocessione ma anche alla non ammissione alla Serie C 2025/26 per stipendi non saldati nei termini. Un colpo durissimo per una piazza da 114 anni nel professionismo.

Triestina: nuove proprietà, ma 20 punti di penalità in stagione
E’ solo l’ultimo episodio che vede colpiti tanti club delle serie minori. Pochi giorni fa, a settembre 2025, la Triestina è tornata tristemente in prima pagina: il TFN ha inflitto 13 punti di penalizzazione (che si sommano ai 7 di maggio) per violazioni amministrative segnalate dalla Co.Vi.So.C. — 20 punti totali nel 2025/26. Nel frattempo, sul fronte societario, il presidente Ben Rosenzweig si è dimesso e il club ha comunicato il passaggio del controllo a House of Doge (braccio operativo della Dogecoin Foundation), con attesa per il nuovo vertice. Una fase di transizione in piena tempesta sportiva.
Le motivazioni
La Co.Vi.So.C. (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio) verifica pagamenti di stipendi e contributi, assenza di debiti scaduti verso FIGC/Leghe/club, bilanci, fideiussioni, indicatori di liquidità. Le segnalazioni avviano deferimenti davanti al Tribunale Federale (TFN) e, in caso di violazioni, scattano punti di penalizzazione, non ammissioni o esclusioni in corso di stagione. È successo con Taranto, Turris e Triestina, tutte colpite per violazioni amministrative.
L’introduzione del Salary Cap
La sostenibilità economica della Serie C è stata una questione irrisolta. Ad aprile scorso il presidente Lega pro Matteo Marani ha parlato di “problema della sostenibilità nel calcio italiano noto da almeno vent’anni”. Nel 2023, il monte ingaggi complessivo ha raggiunto quasi 163 milioni di euro, con un aumento di 35 milioni rispetto 2022 ecco quindi che si è reso necessario il Salary cap che stabilisce un tetto massimo agli stipendi dei giocatori e dei membri dello staff tecnico al fine di controllare i costi e a garantire che le società operino entro limiti finanziari sostenibili.
A partire da questa stagione è anche attiva la Riforma Zola, volta all’incentivazione della crescita dei vivai, puntare sui giovani, formazione e sostenibilità, premiando i club che meglio lavoreranno provando così a salvare il sistema.
La stagione 2025/26 introduce (e rafforza) paletti chiari per Serie B e Serie C:
- Scadenze perentorie: entro 6 giugno saldo stipendi e contributi; entro fine giugno fideiussioni e documenti per la Licenza Nazionale. Chi è fuori tempo o non in regola rischia l’inammissibilità.
- Domanda di ammissione “blindata”: moduli standard Lega Pro, autocertificazione dei pagamenti e documentazione completa (impianto a norma, garanzie). Mancanze = decadenza.
- Riammissioni e integrazione organici: se una società rinuncia o non viene ammessa, scattano graduatorie e criteri rigidi (no deroghe infrastrutturali; serve comunque la Licenza). In pratica, è stato esplicitato che chi non ha sostenibilità può non presentare domanda, lasciando spazio alle riammissioni.
- Timeline pubblica e controlli ravvicinati: Lega Pro e FIGC hanno pubblicato i Comunicati Ufficiali con tutte le fasi (iscrizioni, pareri Co.Vi.So.C., ricorsi). L’impostazione è più preventiva che “punitiva” ex post.
La stretta regolatoria colpisce i club non allineati ma tutela la credibilità del campionato. Per figure controverse come Cellino (Brescia) o per gestioni in difficoltà (Taranto, Turris, Triestina), l’asticella si è alzata: o paghi e certifiche in tempo, o resti fuori. A rimetterci, partendo ovviamente dai tanti dipendenti dei Club che rischiano di trovarsi senza un lavoro o demansionati, sono poi i tantissimi tifosi lungo lo stivale, che nella loro squadra ripongono i sogni di bambini, che tifano nonostante tutto, ma che rimangono troppo spesso delusi da un sistema che presenta ancor tanti problemi.
A cura di Marta Elena Casanova












