Urbano Cairo: visione, idee e innovazione

Urbano Cairo

A cura di Federico Calabrese

Seguici sui social per rimanere aggiornato sulle ultime notizie del calciomercato: Instagram, Facebook e X.

Urbano Cairo, un uomo visionario

Calciatori, dirigenti, addetti ai lavori. Il mondo del calcio sta diventando sempre di più un mondo a parte, un panorama in cui convivono professioni diverse, un ambiente in cui si intrecciano storie, legami destinati a durare nel tempo. Le società di calcio non sono soltanto le squadre, ma vere e proprie aziende, realtà che alla base devono avere una solida struttura per aumentare la propria competitività in un mondo sempre più agguerrito. Presidenti, proprietari che ogni giorno cercano di modellare, secondo la propria filosofia umana e professionale, la propria creatura. Lo sa bene Urbano Cairo, presidente del Torino.

Chi è Urbano Cairo

Urbano Cairo è nato a Milano il 21 maggio del 1957. Una breve carriera calcistica, nella Pro Sesto, prima di cambiare rotta. Il primo step della sua brillante carriera è datato 1982 quando, grazie alle sua perseveranza e determinazione, riesce a ottenere un colloquio con Silvio Berlusconi che lo prende in Fininvest prima come assistente personale, poi con altri ruoli.

1995, la Cairo Pubblicità s.r.l.

Un’altra data chiave è il 1995, quando attraverso una finanziaria da lui controllata costituisce la Cairo Pubblicità s.r.l. La compagnia viene attivata ufficialmente l’anno successivo, quando inizia ad acquisire – dal gruppo RCS – la concessione esclusiva della vendita degli spazi pubblicitari sui periodici più importanti dell’epoca. L’evoluzione professionale di Cairo arriva all’inizio degli anni 2000 quando, con una strategia chiara ed efficace, riesce a quotare in Borsa la propria società. Tre anni più tardi, Urbano Cairo fonda la propria casa editrice, la Cairo Editore S.p.A.

2005, l’acquisizione del Torino Calcio

L’ascesa di Cairo nel panorama economico-industriale italiano si concretizza ancora di più nel 2005, quando il dirigente acquisisce dai cosiddetti “lodisti” – per circa dieci mila euro – il Torino Calcio che era fallito poco tempo prima. Sotto la guida di Cairo, la società granata ha aumentato il proprio livello, sia a livello tecnico sia a livello dirigenziale, assumendo sotto la propria ala allenatori e direttori sportivi che negli anni successivi avrebbero compiuto importanti salti di qualità.

Uno dei punti più alti della gestione Cairo è stato l’accesso all’Europa League nella stagione 2013-2014, mentre nell’annata successiva – nella stessa competizione – la squadra raggiunse gli ottavi di finale. I granata si qualificarono per l’EL anche nel 2018-2019, e da quell’annata in avanti – nonostante qualche alto e basso – il club ha sempre mantenuto una posizione stabile senza mai soffrire particolarmente.

La gestione di Urbano Cairo al Torino è stata proficua anche dal punto di vista economico, una linea parallela con quella che è sempre stata l’obiettivo del dirigente, il rinforzo del club. Acquisti importanti, tanti milioni spesi con operazioni da squadra di medio-alta classifica. Simone Verdi, ad esempio, è stato pagato 22 milioni di euro. Ilic 16.5 milioni, Simone Zaza circa 12 milioni.

Acquisti importanti ma anche la capacità di valorizzare le proprie pedine per poi attuare vere e proprie imprese sul mercato: Gleison Bremer è stato venduto alla Juventus per circa 47 milioni di euro, Alessandro Buongiorno è andato al Napoli per 35 milioni di euro.

Maksimovic venne venduto per 26 milioni, seguono Zappacosta e Bellanova a 25, Immobile a 18.5. Un bottino economico che nel corso dell’ultimo decennio a contribuito a rendere il Torino una società stabile, lungimirante e attenta sia al campo ma anche alla stabilità del club. Una crescita che include anche il Settore Giovanile del club granata: giovani con la fiducia per crescere nel miglior modo possibile, e quest’anno le strepitose vittorie delle squadre giovanili (Under 17 e 18) hanno dato la conferma di ciò.

2013-2016, da La7 a RCS

La scalata professionale di Cairo non si è fermata al Torino: il 6 marzo 2013, infatti, il suo gruppo ha acquisito ufficialmente La7, e due anni più tardi è cominciata la sperimentazione del mux Cairo Due, ossia uno dei multiplex della televisione digitale terrestre a copertura nazionale presenti nel sistema DVB-T Italiano. Il multiplex copre il 94% della popolazione italiana.

Nello stesso anno, inoltre, Cairo acquisisce il 2.8% di RCS, tre anni più tardi – dopo aver lanciato un’offerta di pubblico acquisto su RCS Media Group, arriva al 59.69& delle azioni complessive di RCS, acquisendo – in maniera complessiva – il 59.7% di RCS MediaGroup, assumendo poi la carica di presidente e amministratore delegato della società stessa.

Urbano Cairo è sicuramente uno degli imprenditori più illuminanti della storia italiana. La sua visione professionale, grazie alle sue aziende e alle sue idee innovativi in periodi cruciali della storia italiana, ha portato a un’evoluzione complessiva. Il Torino è soltanto uno dei rami della sua importante storia, fatta di sacrifici, visioni, perseveranza. Nonostante alti e bassi, fisiologici nella vita e in una carriera lunghissima, Cairo ha dimostrato di essere uno degli imprenditori più importanti della sua generazione.

A cura di Federico Calabrese

Ultimi articoli
Tags: Dirigenti, In Evidenza

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere