Di Andrea Caropreso
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Nel panorama calcistico europeo Atalanta e Atletico Madrid rappresentano due modelli molto diversi ma con un aspetto in comune: riuscire ad essere grandi pur non avendo la storia dei grandi. Da una parte la Dea, che ha basato il proprio recente successo su valori come la programmazione, la visione e la valorizzazione dei giovani. Dall’altro l’Atletico che, dovendosi confrontare con due colossi come Barcellona e Real Madrid, ha perseguito la strada dell’aumento del fatturato per permettersi anche acquisti faraonici, come quello di Joao Felix nel 2019 per 126 milioni di euro.
Il bilancio dell’Atalanta
La chiusura del bilancio 2024 aveva già evidenziato in modo inequivocabile lo stato di salute dell’Atalanta, oggi una delle pochissime società italiane capaci di coniugare solidità finanziaria e competitività sportiva. L’esercizio si è concluso con un utile netto di 9,8 milioni di euro, a fronte di un fatturato in crescita che è passato dai 193 milioni del 2023 ai 242 milioni del 2024, segnando un incremento costante e strutturale.
Questo risultato non è stato frutto del caso, ma di una strategia gestionale lungimirante: le plusvalenze da cessioni mirate, i diritti televisivi sempre più rilevanti e il peso crescente delle sponsorizzazioni rinnovate hanno fornito una base economica solida. A ciò si aggiungono gli introiti derivanti dalle competizioni europee, nelle quali la squadra bergamasca ha saputo affermare e consolidare la propria reputazione internazionale, contribuendo così a rendere il bilancio un autentico esempio di gestione virtuosa.
| Voce di ricavo (2023/24) | Importo (mln €) |
|---|---|
| Diritti TV | 101,8 |
| Serie A | 60,6 |
| UEFA (Europa League) | 35,9 |
| Matchday (stadio) | 17,1 |
| Sponsor e commerciali | 26,3 |
| Plusvalenze da mercato | 70,9 |
| Altri ricavi | 14,2 |
| Totale | 242,1 |
Analizzando questi numeri spicca quello relativo alle plusvalenze. Tra il 2019 e il 2024 l’Atalanta ha incassato 521 milioni di euro dalle vendite, a fronte di una spesa di circa 370 milioni per l’acquisto di giocatori. Il saldo positivo, pari a 152 milioni, testimonia quindi l’efficienza del modello, che ha consentito alla società nerazzurra di poter tenere i conti in ordine e al contempo essere competitiva in Italia e in Europa.
Il modello Atalanta
Alla base del successo c’è la famiglia Percassi, che ha saputo amministrare la società come un’impresa moderna, applicando principi di efficienza, controllo dei costi e diversificazione delle fonti di ricavo.

Accanto a questo approccio manageriale, l’Atalanta ha dimostrato una capacità di pianificazione e di investimento a lungo termine che l’ha portata a trasformarsi in un modello di riferimento. L’ingresso del socio Stephen Pagliuca, imprenditore italo-americano e co-proprietario dei Boston Celtics, ha rappresentato un passo decisivo in questa evoluzione. Pagliuca ha introdotto capitali e know-how internazionali senza però alterare gli equilibri interni del club, lasciando ai Percassi una parte della guida strategica e decisionale. Una scelta di continuità e rispetto, che ha consentito all’Atalanta di crescere con nuove risorse ma senza perdere il legame con il proprio territorio.
A completare questo mosaico si è aggiunto negli anni il contributo fondamentale di Gian Piero Gasperini, l’allenatore che più di ogni altro ha incarnato la filosofia della società. Con il suo lavoro ha trasformato giovani promesse — spesso provenienti dal vivaio o da operazioni di scouting mirate — in giocatori di alto livello e in asset economici di grande valore per il club.
Ma la crescita dell’Atalanta non si è limitata al campo. Il club ha investito con coraggio nelle infrastrutture, rinnovando il New Balance Stadium — oggi uno degli impianti più moderni d’Italia — e ampliando il centro sportivo di Zingonia con nuovi campi e strutture di supporto per le giovanili. Un progetto che guarda al futuro, volto a formare calciatori in casa e a garantire continuità al ciclo virtuoso di valorizzazione del talento.

Il bilancio dell’Atletico Madrid
La dimensione e le ambizioni di un club come l’Atletico Madrid fanno sì che i vertici del club spagnolo adottino una strategia opposta per essere competitivi. L’Atletico è infatti uno dei top 10 club europei e di conseguenza genere ricavi che gli consentono di poter chiudere operazioni di mercato ad alto costo ogni anno.
Bilancio Atletico Madrid 2024
| Voce di bilancio | Importo (milioni €) | Note e osservazioni |
|---|---|---|
| Ricavi totali | 409,5 | In aumento rispetto ai 393 M del 2022/23; spinta da diritti TV e accordi commerciali. |
| Ricavi da diritti TV | 180 | Peso principale del bilancio; crescita grazie a Champions League e Liga. |
| Ricavi commerciali / sponsorizzazioni | 142 | Inclusi nuovi accordi e partnership globali, tra cui naming rights dello stadio. |
| Ricavi da matchday (stadio) | 65 | Incremento costante grazie al Metropolitano e agli eventi extra-sportivi. |
| Plusvalenze da trasferimenti | 22 | Vendite moderate; strategia orientata alla stabilità della rosa. |
| Costi del personale (stipendi + staff) | 260 | In leggera crescita; rappresentano oltre il 60% del fatturato. |
| Altri costi operativi e ammortamenti | 135 | Spese di gestione, manutenzione stadio e ammortamenti cartellini. |
| Risultato operativo | +14,5 | Margine limitato ma positivo. |
| Oneri finanziari e imposte | –13,5 | Effetto del debito strutturale del club. |
| Risultato netto | +1,0 | Utile ante imposte marginale ma stabile; bilancio in equilibrio. |
| Indebitamento finanziario netto | ~540 | Alto ma gestito; rifinanziato tramite accordi con fondi e sponsor. |
Analizzando la tabella spiccano due voci sulle quali soffermarsi: i ricavi totali e i costi. L’Atletico Madrid, stando al bilancio chiuso lo scorso anno, ha generato oltre 400 milioni di ricavi, ossia quasi il doppio rispetto a quanto ottenuto dall’Atalanta. Questo risultato è stato frutto di un percorso che ha visto i Colchoneros stabilizzarsi negli anni come un punto di riferimento in Europa. Il club madrileno può infatti vantare sponsorizzazioni come quelle di Riyadh Air (che ha acquisito di diritti di denominazione dello stadio), oppure entrate derivanti dal matchday e dai diritti TV di gran lunga superiori a quasi tutti i club italiani, Atalanta incusa.
Tuttavia questa strategia comporta al contempo dei costi elevatissimi. Tra questi ci sono gli ammortamenti dei cartellini relativi ai giocatori in rosa, i quali talvolta vengono acquistati a condizioni molto esose e che poi non sempre hanno un ritorno positivo sul piano sportivo (l’esempio di Joao Felix sopra descritto è lampante). Dunque se da un lato l’Atalanta è la dimostrazione di come con poco si possa fare molto, l’Atletico incarna un esempio opposto: più grande, più esposto, con maggiore capacità di investimento ma anche con margini di errore inferiori.
Di Andrea Caropreso












