Economics
Nessun commento

Atalanta: le stime sul bilancio 2025

giorgio-scalvini-atalanta-youth

Di Andrea Caropreso

Seguici sui social per rimanere aggiornato sulle ultime notizie del calciomercato: Instagram, Facebook e X.

Nel corso di questi anni abbiamo raccontato della favola Atalanta. Un modello sul piano dirigenziale che ha fatto sì che il club potesse conseguire importanti risultati sul campo senza tralasciare un aspetto fondamentale come il bilancio. Per nove anni la Dea ha chiuso in attivo ed è quello che si accinge a fare anche per quanto concerne il 2025. La famiglia Percassi e l’ingesso del nuovo partner Stephen Pagliuca hanno consegnato numeri solidi, che fanno dell’Atalanta una big europea a tutti gli effetti.

I numeri del 2024

La chiusura del bilancio del 2024 aveva già lasciato tutti i segni inequivocabili che fanno della Dea una delle poche società italiane completamente in salute. L’utile si attestava sui 9,8 milioni mentre il fatturato era in crescita dai 193 milioni del 2023 ai 242 del 2024. Da questo punto di vista a rendere possibile questo piccolo grande capolavoro di gestione societaria sono state voci come le plusvalenze, i diritti televisivi ma anche i rinnovati sponsor e gli introiti provenienti dalle manifestazioni europee nelle quali l’Atalanta ha sempre ben figurato.

Voce di ricavo (2023/24) Importo (mln €)
Diritti TV 101,8
Serie A 60,6
UEFA (Europa League) 35,9
Matchday (stadio) 17,1
Sponsor e commerciali 26,3
Plusvalenze da mercato 70,9
Altri ricavi 14,2
Totale 242,1

Tra questi numeri spicca in modo notevole quello relativo alle plusvalenze. Tra il 2019 e il 2024 l’Atalanta ha incassato 521 milioni di euro dalle vendite, a fronte di una spesa di circa 370 milioni per l’acquisto di giocatori. Il saldo positivo, pari a 152 milioni, testimonia l’efficienza del modello. Plusvalenze che non sono soltanto il frutto dei giovani provenienti dal vivaio (come ad esempio Ruggeri). L’Atalanta infatti negli anni si è resa abile anche nell’acquistare diamanti ancora da sgrezzare per poi valorizzarli e venderli al miglior offerente.

Ivan Juric Atalanta

Sul fronte dei costi, la cifra complessiva è salita a 226,8 milioni, contro i 187,4 dell’anno precedente. La voce più pesante è quella del personale, che ha raggiunto quota 115,2 milioni, in aumento per effetto degli stipendi e dei premi legati ai successi sportivi. Seguono gli ammortamenti e le svalutazioni per 52,4 milioni e i costi per servizi (35,2 milioni). Mentre il patrimonio netto ha sfiorato i 200 milioni.

Le stime sul 2025

Il primo semestre dell’anno 2024/25 si è confermato su questo trend. Tra luglio e dicembre i ricavi hanno raggiunto 216,7 milioni, contro i 130,9 del primo semestre 2023/24, con un utile netto di 65,4 milioni. In altre parole ciò significa che in soli sei mesi la società ha realizzato un fatturato pari a quasi l’intero anno precedente.

Voce (1° semestre 2024/25) Importo (mln €)
Diritti TV 95,6
– Serie A 30,5
– UEFA (Champions + Supercoppa) 63,8
Matchday (stadio) 7,4
Sponsor e commerciali 17,6
Plusvalenze e diritti 92,5 (85,9 dalle plusvalenze)
Altri ricavi 3,5
Totale 216,7
Utile netto 65,4

Pertanto le stime sulla chiusura del bilancio dello scorso 30 giugno lasciano presagire che ci sarà il decimo utile di fila e che i numeri potranno essere anche in crescita rispetto al 2024. Decisivo in questo senso sarà anche la partecipazione alla nuova Champions League, che ha visto l’Atalanta spingersi fino al playoff nel corso della passata stagione. In totale la Dea ha ottenuto dalla massima competizione europea circa 63,8 milioni di euro tra premi UEFA e market pool.

New Balance Atalanta

Il confronto con i dati del primo trimestre è ancora più eloquente: tra luglio e settembre l’Atalanta aveva già registrato 158,8 milioni di ricavi e un utile netto di 67,2 milioni. Un ritmo che, se mantenuto, proietta il club verso il miglior bilancio della sua storia, con utili che potrebbero superare i 100 milioni a fine stagione.

Un modello da cui imparare

A rendere possibile questi risultati eccezionali sono stati molteplici fattori. Da un lato certamente la capacità della famiglia Percassi nel gestire una società di calcio, l’Atalanta, come un dirigente di un’azienda, tenendo quindi a bada i costi e massimizzando i ricavi. Dall’altro lato però c’è molto di più. C’è visione, programmazione, lungimiranza e anche la lucidità di rendersi conto del bisogno di nuovi soci come l’italo-americano Stephen Pagliuca. Quest’ultimo ha portato capitali freschi nella società, ma lo ha fatto sapendo rimanere in disparte e lasciando ancora una parte consistente di quote ai Percassi.

Nessuno infatti può conoscere il territorio meglio di loro ed è anche da queste piccole cose che si può riconoscere un modello vincente. Tanti di questi meriti poi vanno dati anche all’ex allenatore Gasperini, capace di valorizzare i giovani talenti, alcuni dal vivaio, e trasformarli in un asset finanziario su cui costruire le basi della crescita. L’Atalanta ha infatti rifatto lo stadio, uno dei pochi moderni, e ha acquistato nuovi terreni per ampliare il proprio centro sportivo con campi di allenamento ulteriori. Strutture in grado di accogliere i giovani talenti, farli crescere e poi lanciarli senza timore nel grande calcio. In perfetta sintonia con la filosofia del club e probabilmente invece in antitesi con gli altri standard italiani.

Di Andrea Caropreso

Ultimi articoli
Tags: Economics

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere