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Juventus e Chelsea: bilanci a confronto

Scanavino_Juventus

Di Andrea Caropreso

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Il paragone tra Juventus e Chelsea mette in luce le differenze esistenti tra due società con capacità di spesa differente. Da un lato gli inglesi che, prima con Abramovich e ora con Boehly, possono permettersi acquisti faraonici e rose extra large, dall’altro i bianconeri che in passato hanno ambito a raggiungere quel modello di business ma che da alcuni anni devono fare i conti con la politica di austerità dettata dal post pandemia. Una linea imposta dalla proprietà che ha voluto invertire il modo di gestire il club, troppo segnato dai passivi in bilancio negli ultimi 5 anni.

Il bilancio della Juventus

L’ultimo esercizio contabile comunicato dalla Juventus FC riguarda l’anno fiscale chiuso il 30 giugno 2025. Dai dati emerge un quadro in miglioramento, segno che la strategia di contenimento e razionalizzazione avviata nel 2021 comincia a produrre risultati tangibili. Dopo stagioni caratterizzate da forti perdite, il club torinese sta progressivamente riportando i conti su un sentiero più sostenibile, grazie a una politica di spesa più disciplinata e a un’attenta valorizzazione delle fonti di ricavo.

Il bilancio 2024/25 registra una perdita netta pari a 58,1 milioni di euro, un valore sensibilmente inferiore rispetto al rosso di 199 milioni contabilizzato nell’esercizio precedente. Si tratta di un miglioramento consistente, ottenuto in larga parte attraverso la riduzione dei costi fissi, la razionalizzazione degli stipendi, la maggiore attenzione ai flussi di cassa e il ritorno alle competizioni europee.

Tabella bilancio Juventus

Voce di bilancio 2024/25 (€ mln) 2023/24 (€ mln) Variazione
Ricavi complessivi 529,6 394,6 +135,0
Risultato netto d’esercizio -58,1 -199,2 +141,1
Utile netto 1° semestre +16,9 n.d. —
Indebitamento finanziario netto (al 31/12/2024) 302,3 242,8 +59,5
Patrimonio netto consolidato 57,1 40,2 +16,9

Come si evince dalla tabella, il volume d’affari complessivo è salito a 529,6 milioni di euro, beneficiando dell’effetto Champions League, dell’incremento dei diritti televisivi e del rafforzamento delle aree commerciale e matchday. La partecipazione alla massima competizione europea ha fornito una spinta importante non solo alle entrate dirette, ma anche alla visibilità del brand e al valore delle sponsorizzazioni.

Juventus

Nel primo semestre della stagione, la Juventus ha addirittura chiuso con un utile di 16,9 milioni di euro, un dato che testimonia un’inversione di tendenza netta dopo anni di difficoltà sia economiche sia sportive. Sul piano patrimoniale invece la situazione appare in evoluzione. L’indebitamento finanziario netto è cresciuto, passando da 242,8 a 302,3 milioni di euro al 31 dicembre 2024. Tuttavia, l’aumento dei debiti è stato accompagnato da un miglioramento del patrimonio netto consolidato, salito da 40,2 a 57,1 milioni, segno che le azioni di riequilibrio patrimoniale e la gestione finanziaria più oculata stanno progressivamente rafforzando la struttura del club.

L’attuale governance, sostenuta dal principale azionista Exor, ha ribadito l’intenzione di ridurre ulteriormente il disavanzo strutturale entro le prossime due stagioni, puntando su tre assunti: il contenimento dei costi operativi, la valorizzazione del comparto sportivo e un incremento delle entrate ricorrenti da Champions League, marketing e attività commerciali. L’obiettivo è garantire una stabilità economica di medio periodo che consenta alla società di competere ai massimi livelli senza compromettere la sostenibilità finanziaria.

Il bilancio del Chelsea

Il club londinese, nel bilancio 2023/24, l’ultimo di cui si possiedono dati ufficiali, ha registrato un utile netto di circa 155 milioni di euro, ribaltando la perdita dell’esercizio precedente. Tuttavia, questo risultato positivo si fonda sulla cessione di asset interni, come la squadra femminile, e soprattutto su plusvalenze da trasferimenti di giocatori per oltre 180 milioni di euro, cui si aggiungono circa 237 milioni derivanti dalla vendita di sussidiarie.

Senza tali plusvalenze, il club avrebbe probabilmente registrato un risultato operativo negativo, complice l’assenza dalla Champions League e i costi molto elevati del personale e degli ammortamenti. Ad ogni modo questo profitto ha nascosto un evidente escamotage adottato dal Chelsea per risultare in ordine con i paletti UEFA e non incorrere in multe. Come detto infatti il Chelsea ha giocato molto sulla cessione della squadre femminile a Blueco 22 Midco Ltd il 28 giugno, appena due giorni prima della scadenza del 30 giugno per la registrazione dei conti della stagione 2023-24. 

Se è vero che questa operazione non è stata condannata dalla Premier League, è altrettanto vero che è entrata sotto la lente d’ingrandimento della UEFA. Quest’ultima infatti lo scorso giugno ha multato il Chelsea per 80 milioni (di cui 20 definitivi) per la violazione delle norme legate al FairPlay finanziario. Sanzione che è stata comminata anche in virtù del monte stipendi elevato e in disavanzo.

Juventus
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Il confronto

Pur appartenendo a due leghe diverse e dalla capacità di spesa completamente opposta, Juventus e Chelsea possono essere accomunate non solo dalla scorsa posizione di classifica ma anche dalla necessità di far quadrare i conti per evitare di finire nel mirino degli organi UEFA. Se da un lato dunque entrambe cercano di perseguire la competitività sul piano sportivo, dall’altro devono far fronte alla sostenibilità economica.

Comparazione Juventus e Chelsea

Voce di bilancio Chelsea FC (2023/24) Juventus FC (2024/25)
Ricavi complessivi 559,5 529,6
Risultato netto d’esercizio +154,8 -58,1
Utile 1° semestre n.d. +16,9
Plusvalenze / cessioni giocatori 182,1 (circa 30–35)
Operazioni straordinarie / dismissioni 237,3 n.d.
Indebitamento finanziario netto n.d. 302,3 (al 31/12/2024)
Patrimonio netto consolidato n.d. 57,1
Costo del personale / stipendi stimato oltre 400,0 239,0

Il confronto dei dati dimostra che il Chelsea risulta oggi più profittevole sul piano contabile, ma la Juventus mostra una crescita più sana e progressiva sul piano della sostenibilità. Da un lato il Chelsea, capace di poter contare su una ricchissima proprietà e sui proventi generati dal calcio inglese, dall’altro la Juventus che dopo anni segnati dai bilanci in rosso sta rivedendo la luce in fondo al tunnel per poter tornare ad essere competitiva con le big d’Europa, sia sul piano sportivo che economico.

Di Andrea Caropreso

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