Milan, i guadagni dagli sponsor. Le cifre e 2 aspetti

Tare Milan

Di Federico Calabrese

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Negli ultimi anni il Milan ha intrapreso un percorso virtuoso non solo sul piano sportivo, ma anche — e forse soprattutto — su quello economico e commerciale. In un contesto calcistico in continua evoluzione, dove i ricavi da diritti TV iniziano a mostrare segnali di stagnazione e la competitività si misura anche fuori dal campo, il club rossonero ha puntato con decisione sulla valorizzazione del brand e sull’espansione dei propri ricavi commerciali, a partire dalle sponsorizzazioni.

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I partners del Milan

Il principale partner commerciale del Milan resta Emirates, il colosso aereo degli Emirati Arabi Uniti, che ormai da oltre un decennio campeggia sulle maglie rossonere. Nell’estate del 2025 è arrivato l’annuncio del rinnovo dell’accordo fino al 2030, con una cifra complessiva che dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di euro, il che si traduce in circa 30 milioni di euro all’anno, un valore record per il club. Questo rinnovo, fortemente voluto da entrambe le parti, non solo conferma la solidità del legame, ma evidenzia anche il crescente valore del Milan come piattaforma di visibilità globale.

Furlani Milan

Puma

Accanto a Emirates c’è Puma, sponsor tecnico del club, con cui il Milan ha stretto un accordo pluriennale che garantisce altri 30 milioni di euro annui. L’accordo con Puma va ben oltre la semplice fornitura delle divise: si tratta di una collaborazione strategica, che coinvolge il club in progetti di marketing globale, collezioni lifestyle e prodotti destinati non solo ai tifosi, ma anche al pubblico generalista. Una partnership, insomma, che punta a trasformare il Milan in un marchio di riferimento non solo nel calcio, ma anche nel mondo della moda sportiva.

allegri milan

Altri sponsor

Ma non finisce qui. Altri sponsor minori, ma comunque rilevanti, si sono aggiunti nel tempo a rafforzare il pacchetto commerciale rossonero. È il caso di MSC Crociere, che figura come sponsor sulla manica della maglia e contribuisce con una cifra stimata attorno ai 5 milioni di euro annui, oppure di Bitpanda, piattaforma di investimenti e crypto, che compare sul retro della divisa con un investimento simile. Si tratta di collaborazioni che, pur non avendo l’impatto visivo dei main sponsor, sono importanti per costruire una struttura commerciale variegata e sostenibile.

Nel complesso, gli introiti da sponsorizzazioni nella stagione 2023/2024 hanno raggiunto quota 90,5 milioni di euro, in netta crescita rispetto agli 80,7 milioni dell’anno precedente. Se si includono anche le voci di royalties, licensing e accordi commerciali vari, si arriva a un totale di 143,4 milioni, una cifra che testimonia il lavoro fatto per rendere il Milan un asset attraente per partner internazionali.

Questi numeri non sono fini a sé stessi. Il bilancio consolidato al 30 giugno 2024 ha mostrato un utile netto di 4,1 milioni di euro, frutto proprio della crescita dei ricavi e del contenimento dei costi. Il Milan è riuscito a ottenere due esercizi consecutivi in utile, un evento che non si verificava da oltre 15 anni, grazie anche alla strategia voluta dalla proprietà RedBird Capital e dalla dirigenza guidata da Giorgio Furlani e dal presidente Scaroni. L’idea è chiara: costruire un club autosostenibile, capace di finanziare il progetto sportivo senza dipendere da iniezioni straordinarie di capitale o da cessioni forzate.

Un dato su tutti rende l’idea della portata di questo cambiamento: secondo la Football Money League pubblicata da Deloitte, il Milan è stato il primo club italiano per ricavi non legati alla compravendita dei calciatori, con oltre 397 milioni di euro in questa categoria. È un segnale inequivocabile che il brand Milan sta tornando a giocare nel campionato delle big d’Europa, non solo in campo, ma anche nel marketing e nel business.

Naturalmente non tutto è perfetto. Il confronto con i top club europei resta impietoso sotto certi aspetti: Real Madrid, Manchester City, Bayern Monaco e PSG vantano contratti di sponsorizzazione superiori ai 60-70 milioni per i soli main sponsor. Tuttavia, considerando il punto di partenza e il contesto italiano, i risultati del Milan sono notevoli. Inoltre, la strategia di internazionalizzazione del brand — con particolare attenzione al Medio Oriente, al Sud-est asiatico e al Nord Africa — sta dando i suoi frutti, come dimostrano i recenti tour estivi e le attivazioni commerciali regionali.

Anche sul fronte stadio, il Milan guarda al futuro con ambizione. La costruzione di un nuovo impianto permetterebbe di aumentare sensibilmente gli introiti da matchday e hospitality, che attualmente restano limitati. Questo tipo di struttura, se gestita correttamente, rappresenta un enorme volano anche per la parte commerciale: naming rights, eventi extra-calcistici, sponsor locali, negozi ufficiali e food & beverage sono tutti segmenti che potrebbero espandere ulteriormente i ricavi.

In conclusione, gli sponsor rappresentano oggi uno degli asset più strategici per il Milan. Non si tratta solo di loghi sulle maglie o cartelloni a bordo campo: dietro ogni accordo c’è una visione industriale, un piano di crescita, una relazione con il territorio e con i mercati globali. Il Milan del 2025 è un club che ha ritrovato la competitività europea anche grazie alla solidità del suo modello commerciale, in cui le sponsorizzazioni non sono un “extra”, ma una colonna portante del progetto. E se i risultati sportivi continueranno a sostenere il valore del brand, è lecito aspettarsi che il futuro possa riservare numeri ancora più importanti, in campo e fuori.

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Tags: Economics, Serie A, Sponsor

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