Di Andrea Caropreso
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Quando nel 2014 David Beckham annunciò l’acquisto di una franchigia MLS a Miami, in molti pensarono a un colpo d’immagine più che a un vero progetto sportivo. Oggi, però, l’Inter Miami CF, club nato soltanto nel 2018, è diventato il club simbolo della crescita del calcio negli Stati Uniti, grazie a un modello di business che unisce brand globale, gestione intelligente e superstar mediatiche.
Storia di un modello di marketing vincente
Che il nome David Beckham fosse una garanzia lo sapevamo. D’altra parte l’ex stella del Manchester United è stato uno dei più grandi calciatori di ogni tempo ed è stato anche fra i primi a sfruttare la propria immagine per crearsi un futuro extra sportivo. Un modello che oggi noi associamo all’immagine e al marchio di CR7, al secolo Cristiano Ronaldo. Ma come ha fatto Beckham a rilevare un franchigia in MLS e portarla in poco tempo ai vertici del calcio statunitense?
Fin dall’inizio Beckham ha costruito l’Inter Miami come un brand internazionale. Non quindi un investimento finalizzato a reinvestire una parte dei guadagni di una carriera, quanto piuttosto la volontà ferma di far nascere un club che potesse essere legato ad un marchio. Un po’ come accade proprio in America con le franchigie di NBA.
Questa strategia ha portato risultati immediati:
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50 milioni di dollari di ricavi commerciali annuali soltanto grazie a sponsor come Adidas, Royal Caribbean e Heineken.
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Il merchandising dell’Inter Miami incrementato del oltre 700% dopo l’annuncio dell’arrivo di Lionel Messi.
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La fanbase social che è cresciuta di quasi il 900%, portando l’Inter Miami a essere la franchigia MLS più seguita al mondo.
L’approdo di Lionel Messi
Per quanto si possa avere una visione imprenditoriale di successo, nel caso di un club di calcio senza superstar non si può andare molto lontano. Ed è proprio qui che Beckham ha fatto bingo. L’arrivo di Lionel Messi in MLS ha fatto sì che gli occhi del mondo iniziassero a posarsi con maggiore attenzioni sugli sviluppi del calcio americano e nello specifico sui risultati dell’Inter Miami. Operazione che ha fatto sì che il club si riuscisse a ritagliare un posto nel nuovo mondiale per club disputatosi proprio negli USA nel corso di questa estate.

Beckham e la proprietà hanno strutturato un pacchetto unico per la buona riuscita di un pluripallone d’oro come l’argentino: stipendio da 50-55 milioni di dollari lordi a stagione, percentuale sugli abbonamenti Apple TV legati alla MLS, quote di revenue sharing con Adidas e la possibilità futura di acquistare quote del club.
L’effetto è stato dirompente. Abbonamenti annuali dell’Inter Miami sold out in meno di una settimana (con un aumento medio dei prezzi del 60%), prezzo medio dei biglietti singoli triplicato (170-200 dollari a partita) e partnership MLS-Apple TV che ha avuto un boom di abbonamenti, con incrementi superiori al 300% nei mercati chiave. Ma non è tutto. Perché Beckham ha ricostituito oltreoceano una parte del Barcellona stellare degli anni Dieci. Jordi Alba, Busquets e Suarez. Campioni a fine carriera è vero, ma che per i risultati commerciali nel breve termine sono stati determinanti.
Il futuro
Il business-plan di Beckham però non finisce qui come dichiarato dallo stesso ex calciatore inglese. “Mi ispiro a Florentino (Perez), che ha questa visione folle di portare sempre i migliori giocatori nel club e di costruire uno stadio incredibile“. Parlando di infrastrutture infatti la visione di Beckham è orientata alla costruzione di una nuova casa per l’Inter Miami.
Trattasi del Miami Freedom Park, ossia il nuovo impianto che dovrebbe essere pronto per la nuova stagione di MLS nel 2026. Una costruzione per la quale la proprietà capeggiata da Beckham e dai suoi soci hanno investito quasi 1 miliardo e che potrebbe generare ricavi superiori ai 60 milioni di dollari annui senza tenere conto degli incassi delle partite. Lo stadio infatti avrà hotel, aree commerciali e ricreative, in perfetto stile con il modus pensandi americano. Nella terra dell’American Dream, Beckham sta costruendo il proprio sogno, riscrivendo (forse) la storia della MLS.












