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Stadi italiani: problemi e confronti con l’Europa

Stadi italiani: problemi e confronti con l'Europa

A cura di Marta Elena Casanova

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Si parla a più riprese degli stadi italiani. Negli ultimi anni, infatti, l’Italia si è trovata al centro di un acceso dibattito riguardante la modernizzazione delle sue infrastrutture calcistiche.
Il presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, ha recentemente espresso forti critiche, definendo gli impianti come “terribili”, i peggiori tra i principali campionati europei.
In un’intervista a SportMediaset, Čeferin ha sottolineato la mancanza di progressi concreti, citando come esempio il rifiuto della candidatura di San Siro per ospitare la finale di Champions League e le continue discussioni sulla costruzione di un nuovo impianto a Milano.

Queste osservazioni mettono in evidenza l’urgenza di un rinnovamento infrastrutturale, soprattutto in vista dell’Europeo 2032 che l’Italia co-ospiterà con la Turchia.
Čeferin ha sottolineato che attualmente non esiste nel nostro paese uno stadio idoneo per ospitare una finale di Champions League, evidenziando la necessità di garanzie solide da parte del governo e delle municipalità per realizzare strutture moderne  e funzionali.

Il Gap Infrastrutturale Italiano

Secondo uno studio presentato al CONI, l’età media degli spalti  italiani è di 68 anni, a fronte dei 38 anni in Germania e 35 in Inghilterra.
Solo il 24%, in Serie A e B,  è di proprietà dei club, contro oltre l’80% nei principali campionati.
Questa situazione influisce negativamente sull’esperienza dei tifosi e sulla redditività degli impianti, spesso utilizzati solo per le partite e non come centri polifunzionali attivi tutto l’anno.

Stadi europei: modelli da seguire

Per colmare il divario, l’Italia può guardare a esempi virtuosi nel resto del continente:

– il Tottenham Hotspur Stadium a Londra: Inaugurato nel 2019, è costato oltre 1 miliardo di euro e offre 61.000 posti. Dotato di tecnologie all’avanguardia, include sedili riscaldati, un tunnel di vetro per osservare i giocatori e un percorso panoramico sul tetto.

– L’ Allianz Arena di Monaco di Baviera: Costruita per i Mondiali 2006, ha una capienza di 75.000 spettatori e un costo di 340 milioni di euro. È un esempio di multifunzionalità e design innovativo.

– Stade de France di Parigi): più Vecchio rispetto ai precedenti, è stato  infatti inaugurato nel 1998, con i suoi 81.338 posti ospita eventi sportivi e concerti, dimostrando l’importanza della versatilità degli impianti.

– La Johan Cruijff Arena di Amsterdam: nonostante sia stata aperta nel 1996 ,con un investimento di 140 milioni di euro e 55.748  posti, è un modello di sostenibilità e integrazione urbana, ospitando circa 70 eventi all’anno, di cui solo il 35% legati al calcio.

Stadi italiani: problemi e confronti con l'Europa

L’Esempio italiano: l’ Allianz Stadium

L’Allianz Stadium di Torino, inaugurato nel 2011, rappresenta un’eccezione positiva nel nostro panorama.
Con una capienza di 41.507 posti, è stato costruito con criteri di sostenibilità ambientale, utilizzando materiali riciclati e sistemi di energia rinnovabile.
È anche il primo a ottenere la certificazione ambientale ISO 14001.

Verso Euro 2032: Una Sfida e un’Opportunità

L’assegnazione dell’Europeo 2032 rappresenta un’opportunità unica per rinnovare le proprie infrastrutture calcistiche.
È fondamentale che governo, municipalità e club collaborino per realizzare qualcosa idi moderno, sostenibile e multifunzionale, in grado di ospitare eventi internazionali e offrire un’esperienza di alto livello ai tifosi.
Solo attraverso un impegno concreto e coordinato sarà possibile colmare il gap con le altre nazioni europee e restituire al calcio italiano la centralità che merita.

A cura di Marta Elena Casanova

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