A cura di Marta Elena Casanova
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La stagione 2025/26 della Serie A si è aperta con un valzer tecnico da record: 12 panchine su 20 hanno cambiato guida durante l’estate. Cambiamenti che hanno coinvolto big, outsider e squadre in lotta per la salvezza, alternando ritorni rassicuranti, prime avventure ambiziose e scommesse rischiose.
Tra i motivi di questa rivoluzione sulle panchine della Serie A c’è la voglia di rilancio per club in difficoltà, il desiderio di capitalizzare cicli vincenti appena conclusi e, in alcuni casi, la necessità di ricostruire rapporti ormai logori tra squadra e allenatore.
I ritorni di peso:
Massimiliano Allegri al Milan
Dopo oltre un decennio, il tecnico livornese è tornato in rossonero. La scelta di Ibrahimović e della dirigenza per la panchina 2025/2026 è chiara: dare solidità e mentalità vincente a un gruppo che ha alternato picchi e cali nella scorsa stagione. Allegri conosce l’ambiente e il peso della maglia, due fattori che possono accelerare il processo di stabilizzazione.
Stefano Pioli alla Fiorentina
Palladino è durato poco sulla panchina viola, e Commisso ha puntato su un nome già familiare a Firenze. Pioli non è un rivoluzionario, ma un equilibratore: il tipo di allenatore che può dare subito ordine e compattezza a una squadra che, per potenziale tecnico, punta all’Europa.
Maurizio Sarri alla Lazio
Per il 2025/2026 il Presidente Lotito ha scelto la via del cuore e della conoscenza reciproca. Il tecnico toscano è tornato nella Capitale e sulla panchina laziale dopo la parentesi Tudor, per ricostruire un progetto tattico basato su possesso e organizzazione difensiva. Il rischio? Che il gruppo non sia più quello dei suoi tempi migliori.
Prime volte per panchine ad alta tensione:
Gian Piero Gasperini alla Roma
Dopo un ciclo straordinario all’Atalanta, il tecnico di Grugliasco nella stagione 22025/2026 è approdato per la prima volta sulla panchina giallorossa. La sua filosofia offensiva e il gioco verticale potrebbero infiammare l’Olimpico, ma anche scontrarsi con le esigenze di equilibrio di un club abituato a vivere di pressione costante. È una sfida intrigante e rischiosa al tempo stesso.
Cristian Chivu all’Inter
La scelta più sorprendente dell’estate: l’ex difensore nerazzurro, con un’esperienza da allenatore limitata alle giovanili, ha preso il posto di Simone Inzaghi. È una mossa coraggiosa e identitaria, ma che richiederà una gestione perfetta dello spogliatoio.
Ivan Jurić all’Atalanta
Raccogliere l’eredità di Gasperini a Bergamo è una missione quasi impossibile. Jurić ha idee simili, ma meno collaudate a livelli così alti. Se la dirigenza saprà proteggerlo e sostenerlo sul mercato, il progetto potrà decollare. In caso contrario, i paragoni col passato rischiano di essere impietosi.

Le scommesse delle medio-piccole:
- Eusebio Di Francesco al Lecce
- Alberto Gilardino al Pisa
- Davide Nicola alla Cremonese
- Fabio Pisacane al Cagliari
Quattro scelte diverse per profilo e filosofia. Di Francesco è in cerca di rilancio, Gilardino porta entusiasmo e metodi moderni, Nicola garantisce pragmatismo nelle lotte salvezza, Pisacane incarna la scelta “di casa”, puntando sull’attaccamento alla maglia.
Le certezze che restano:
Solo cinque club hanno deciso di confermare il proprio allenatore:
- Napoli -Antonio Conte, fresco campione e leader indiscusso del progetto.
- Bologna – Vincenzo Italiano, per dare continuità al lavoro che ha portato il club in Europa.
- Como – Cesc Fàbregas, scommessa giovane e internazionale che ha già conquistato la piazza.
- Udinese – Kosta Runjaic, con un progetto di medio periodo.
- Verona – Paolo Zanetti, puntando sulla crescita costante.
Il Sassuolo conferma Fabio Grosso, ma tecnicamente si tratta di un rientro in A dopo la promozione.
Scelte giuste?
Milan e Fiorentina in questo valzer hanno scelto con coerenza: allenatori che conoscono già il club e la piazza, la Roma ha osato con Gasperini, e se la squadra risponderà al suo gioco, il salto di qualità può essere reale, infine il Napoli ha tenuto Conte, mossa ovvia ma preziosa: continuità e ambizione restano intatte.
Chi rischia di più?
L’ Inter con Chivu: affascinante dal punto di vista romantico, ma fragile se i risultati non arrivano subito
l’Atalanta con Jurić: un’eredità pesante, forse la più difficile del campionato
Per alcune medio-piccole, poi, cambiare senza una strategia chiara può generare instabilità e condizionare già il girone d’andata
Il campionato 2025/26 parte come una Serie A “da laboratorio”, con un mix di scelte prudenti e colpi di scena. Se i ritorni sembrano offrire certezze, le prime volte, da Gasperini alla Roma a Chivu all’Inter, saranno il vero termometro del futuro tecnico del torneo.
In un calcio sempre più veloce nel cambiare, la vera vittoria sarà trovare nel valzer il giusto equilibrio tra identità di gioco e pazienza nei risultati. Tutto questo parte anche dalle panchina. Chi ci riuscirà in questa Serie A non avrà solo scelto il tecnico giusto: avrà vinto la sfida più difficile della Serie A moderna.
| Squadra | Allenatore 2024/25 | Allenatore 2025/26 |
| Atalanta | Gian Piero Gasperini | Ivan Juric |
| Bologna | Vincenzo Italiano | Vincenzo Italiano |
| Cagliari | Davide Nicola | Fabio Pisacane |
| Como | Cesc Fabregas | Cesc Fabregas |
| Cremonese | Giovanni Stroppa | Davide Nicola |
| Fiorentina | Raffaele Palladino | Stefano Pioli |
| Genoa | Patrick Vieira | Patrick Vieira |
| Hellas Verona | Paolo Zanetti | Paolo Zanetti |
| Inter | Simone Inzaghi | Cristian Chivu |
| Juventus | Igor Tudor | Igor Tudor |
| Lazio | Marco Baroni | Maurizio Sarri |
| Lecce | Marco Giampaolo | Eusebio Di Francesco |
| AC Milan | Sérgio Conceição | Massimiliano Allegri |
| Napoli | Antonio Conte | Antonio Conte |
| Parma | Cristian Chivu | Carlos Cuesta |
| Pisa | Filippo Inzaghi | Alberto Gilardino |
| Roma | Claudio Ranieri | Gian Piero Gasperini |
| Sassuolo | Fabio Grosso | Fabio Grosso |
| Torino | Paolo Vanoli | Marco Baroni |
| Udinese | Kostah Runjaić | Kostah Runjaić |
A cura di Marta Elena Casanova












