Calcio e tennis: il confronto tra uomini e donne

Calcio e tennis: il confronto tra uomini e donne

A cura di Marta Elena Casanova

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Il 2025 ci consegna un panorama sportivo ricco di soddisfazioni per le atlete italiane. Le tenniste hanno nuovamente portato in Italia la Billie Jean King Cup, il calcio femminile cresce dopo l’ingresso nel professionismo e la Nazionale azzurra ha consolidato il proprio ruolo nel panorama europeo. Ma quando si passa dal campo all’economia, la realtà appare molto diversa: i guadagni di tenniste e calciatrici restano lontanissimi da quelli dei colleghi uomini, anche quando i risultati sono comparabili.

Tennis maschile e femminile: stessa racchetta, premi diversi

Il tennis è spesso indicato come lo sport che più ha lavorato per ridurre il gap di genere. Nei tornei del Grande Slam i premi sono ormai uguali da anni: vincere Wimbledon o lo US Open vale la stessa cifra, che tu sia Novak Djokovic o Iga Świątek. Ma la parità finisce lì.

Guardando alla stagione 2024:

  • Jannik Sinner ha superato i 15 milioni di dollari in prize money, a cui vanno aggiunti oltre 20 milioni di sponsor (Gucci, Nike, Rolex, Lavazza).
  • Jasmine Paolini, miglior tennista italiana, ha incassato poco più di 3 milioni di dollari di montepremi, più sponsorizzazioni in crescita ma ancora lontane dalle cifre del collega altoatesino.

La differenza non è quindi nel regolamento, ma nella visibilità e nel potere commerciale: i match maschili attirano ancora più pubblico televisivo e più sponsor, generando un divario di ricavi difficilmente colmabile nel breve periodo.

Calcio e tennis: il confronto tra uomini e donne

Calcio: la forbice è ancora più ampia

Se il tennis femminile riesce almeno a garantire alle sue campionesse guadagni milionari, nel calcio la distanza resta abissale.

In Serie A maschile lo stipendio medio supera 1,5 milioni di euro a stagione, con top player come Vlahović o Lautaro Martínez che arrivano a 8-10 milioni netti l’anno. In Premier League o nella Liga, cifre ancora più alte.

Nel calcio femminile italiano, invece, il salario medio resta intorno ai 15 mila euro lordi annui, con minimi garantiti che partono da poco più di 20 mila euro. Solo le top, come Cristiana Girelli o Valentina Giacinti, arrivano a circa 200-225 mila euro lordi. Una distanza che non ha paragoni: i guadagni delle migliori calciatrici italiane equivalgono a una settimana di stipendio di un giocatore maschio di fascia alta.

All’estero la situazione migliora solo in parte: negli Stati Uniti alcune stelle della nazionale, come Alex Morgan, guadagnano oltre 1 milione di dollari l’anno combinando ingaggi e sponsor, ma restano comunque lontane da colleghi come Messi o Mbappé, che superano i 100 milioni annui tra stipendi e sponsorizzazioni.

Calcio e tennis: il confronto tra uomini e donne

Sponsorizzazioni: il peso dell’immagine

La forbice si allarga ulteriormente se si guarda al marketing. Nel tennis maschile, Sinner è diventato un marchio globale, con partnership che valgono più dei premi conquistati in campo. Djokovic e Nadal restano tra gli atleti più pagati al mondo nonostante abbiano superato la soglia dei 35 anni.

Nel calcio maschile, Cristiano Ronaldo e Lionel Messi hanno costruito imperi economici con introiti da 100-150 milioni di dollari l’anno. Persino giocatori non considerati fuoriclasse ma con grande visibilità internazionale incassano più di qualsiasi atleta donna al mondo.

Per il femminile, anche le icone globali faticano a tenere il passo:

  • Naomi Osaka, che è stata numero uno del tennis, ha guadagnato oltre 50 milioni di dollari nel 2022, ma rappresenta un’eccezione legata alla sua enorme popolarità in Giappone e negli Stati Uniti.
  • Alexia Putellas, Pallone d’Oro, ha firmato contratti con Nike e altri sponsor internazionali, ma i suoi guadagni non superano i 2-3 milioni l’anno.

Social network

L’unico terreno in cui il divario sembra ridursi è quello dei social. Qui, le calciatrici hanno iniziato a competere quasi ad armi pari con i colleghi uomini. Alex Morgan arriva ai 10 milioni di follower su Instagram, numeri che la pongono tra le sportive più seguite al mondo. Anche Coco Gauff e Emma Raducanu hanno community digitali ( intorno ai 3 mln su Instagram)  che competono con molti colleghi maschi.

In Italia il gap resta visibile: Sinner ha 5 milioni di follower Ig, mentre Paolini e Girelli si fermano  a 700 e 262mila. Tuttavia, il trend è positivo e mostra come i social possano diventare una leva decisiva per accorciare le distanze economiche, attirando sponsor sempre più interessati alle community digitali.

Perché il divario persiste?

Le ragioni sono molteplici:

  • Audience televisiva – Le competizioni maschili generano ancora ascolti nettamente superiori.
  • Storia e tradizione – Gli sport maschili hanno avuto decenni di investimenti prima che il femminile potesse emergere.
  • Strategie di marketing – I brand globali hanno ancora un approccio prudente verso lo sport femminile, salvo rare eccezioni.
  • Distribuzione dei ricavi – Nel calcio, i diritti TV restano concentrati sul maschile; nel tennis, i tornei maschili hanno sponsor e audience più ricchi.

Il confronto tra uomini e donne nello sport professionistico resta impietoso. Nel tennis, la parità dei premi negli Slam è un segnale importante, ma i ricavi complessivi restano dominati dagli uomini. Nel calcio, la forbice è addirittura abissale: stipendi e sponsor delle calciatrici non possono ancora competere con quelli dei colleghi.

Eppure, qualcosa si muove. I successi di Paolini, la crescita della Serie A femminile e la forza dei social stanno aprendo nuove strade. Il percorso verso la parità economica sarà lungo, ma le basi sono state poste: il talento e la passione non hanno genere, e meritano di essere riconosciuti allo stesso livello.

A cura di Marta Elena Casanova

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