A cura di Marta Elena Casanova
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La Serie B è da sempre un laboratorio di idee, un campionato dove gli allenatori contano quasi quanto i giocatori. Non a caso, ogni estate il valzer delle panchine diventa il vero spartito della stagione che verrà. L’edizione 2025-2026 non fa eccezione: c’è chi ha scelto di confermare la guida tecnica, convinto che la strada imboccata sia quella giusta, e chi invece ha deciso di cambiare per ridare slancio a un progetto. Alcune società hanno optato per nomi di peso, altre hanno preferito scommettere su profili emergenti: il risultato è un mosaico variegato, che racconta bene la natura della Serie B, campionato incerto e imprevedibile come pochi.
Le conferme
Diversi club di Serie B per il 2025/2026 hanno deciso di ripartire da basi solide. L’Avellino ha rinnovato la fiducia a Raffaele Biancolino, lo stesso hanno fatto la Carrarese con Antonio Calabro, il Cesena con Michele Mignani e il Mantova con Davide Possanzini. La Reggiana ha scelto ancora Davide Dionigi, lo Spezia ha trattenuto Luca D’Angelo, mentre il Sudtirol ha confermato Fabrizio Castori.
Sono decisioni che trasmettono un messaggio chiaro: continuità prima di tutto. In un torneo lungo e logorante come la Serie B, dove spesso è la stabilità a fare la differenza, puntare sullo stesso allenatore significa credere in un progetto tecnico senza farsi tentare dal turnover a tutti i costi.
I cambi di rotta
Accanto alle conferme, in Serie B come in Serie A non sono mancate per il 2025/2026 le scelte di rottura. La più chiacchierata è quella del Palermo, che in questo valzer, dopo Alessio Dionisi ha affidato la squadra a Filippo Inzaghi. È un nome che accende inevitabilmente le aspettative verso la promozione in Serie A: carisma e voglia di vincere non gli mancano, ma la piazza siciliana è notoriamente esigente e non perdonerà passi falsi.
Il Monza, appena retrocesso in Serie B dalla massima serie, ha puntato su Paolo Bianco. Un tecnico giovane, con idee moderne e un passato da vice di Allegri, che ora avrà la possibilità di mettersi alla prova in prima linea. Scelta più sobria rispetto al passato, ma potenzialmente lungimirante.
L’Empoli, anch’esso sceso dalla A, ha optato per Guido Pagliuca, tecnico in rampa di lancio dopo la brillante esperienza alla Juve Stabia. Un cambio radicale, che racconta la volontà di ripartire con un progetto fresco, fatto di giovani e di un calcio propositivo.

Esperienza e nuove sfide
Il mosaico si arricchisce con altri incastri di rilievo. Giovanni Stroppa riparte dal Venezia, portando con sé la sua conoscenza della categoria. Il Frosinone si affida a Massimiliano Alvini, chiamato a dare stabilità dopo un periodo di troppe oscillazioni. Il Catanzaro ha scelto Alberto Aquilani, puntando sul coraggio di un allenatore giovane e ambizioso.
C’è poi la Virtus Entella, che ha sorpreso affidando la panchina ad Andrea Chiappella, uno dei tecnici emergenti più interessanti. Anche qui si intravede la voglia di guardare avanti, rischiando ma provando a raccogliere i frutti di un’idea nuova.
Un discorso a parte merita la Sampdoria, che riparte da Massimo Donati. Donati, che nella Genova blucerchiata è già stato da calciatore, ora si ritrova a guidare una piazza ferita dalla retrocessione in Serie C evitata all’ultimo respiro dei Play out, ma ancora desiderosa di risalire in massima serie. Non è un compito facile: la Serie B non concede sconti, e la pressione di Marassi può diventare un’arma a doppio taglio. Ma la scommessa della dirigenza blucerchiata è chiara: affidarsi a un volto che conosce bene l’ambiente per provare a ritrovare compattezza e identità.
Un campionato che si decide in panchina
Guardando l’insieme, emergono in Serie B tre linee di tendenza. La prima è quella della continuità, scelta da club che preferiscono consolidare. La seconda è la strada dei club retrocessi, che hanno virato su tecnici nuovi per rilanciarsi subito. La terza è la via più affascinante: quella delle scommesse, affidate a giovani allenatori che possono diventare la sorpresa dell’anno.
La Serie B resta così il campionato degli allenatori, un torneo dove il peso delle panchine è enorme e dove ogni stagione può riscrivere le gerarchie. La sensazione, entrando in questa nuova annata, è che nessuna scelta sia banale: chi ha confermato, chi ha cambiato, chi ha osato, tutti hanno seguito una logica precisa. Toccherà al campo stabilire chi aveva ragione.
| Club | Allenatore 2024/25 | Allenatore 2025/26 |
|---|---|---|
| Avellino | Raffaele Biancolino | Raffaele Biancolino |
| Bari | Moreno Longo | Fabio Caserta |
| Carrarese | Antonio Calabro | Antonio Calabro |
| Catanzaro | Fabio Caserta | Alberto Aquilani |
| Cesena | Michele Mignani | Michele Mignani |
| Empoli | Roberto D’Aversa | Guido Pagliuca |
| Frosinone | Paolo Bianco | Massimiliano Alvini |
| Juve Stabia | Guido Pagliuca | Ignazio Abate |
| Mantova | Davide Possanzini | Davide Possanzini |
| Modena | Paolo Mandelli | Andrea Sottil |
| Monza | Alessandro Nesta | Paolo Bianco |
| Padova | Matteo Andreoletti | Matteo Andreoletti |
| Palermo | Alessio Dionisi | Filippo Inzaghi |
| Pescara | Silvio Baldini | Vincenzo Vivarini |
| Reggiana | Davide Dionigi | Davide Dionigi |
| Sampdoria | Alberico Evani | Massimo Donati |
| Spezia | Luca D’Angelo | Luca D’Angelo |
| Sudtirol | Fabrizio Castori | Fabrizio Castori |
| Venezia | Paolo Vanoli | Giovanni Stroppa |
| Virtus Entella | Fabio Gallo | Andrea Chiappella |
A cura di Marta Elena Casanova










